Ventoy 1.0.99 – TGMonline.it

Ventoy 1.0.99: recensione e guida alla USB multiboot definitiva

  • Versione 1.0.99
  • Multi-ISO
  • Secure Boot
  • UEFI/Legacy
  • Windows & Linux

Con Ventoy 1.0.99 creare una USB multiboot è banale: copi le ISO, avvii e scegli dal menu. Niente riscritture a ogni immagine, niente utility complicate. Un “coltellino svizzero” per tecnici, gamer e sysadmin.

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Interfaccia Ventoy 1.0.99 – TGMonline.it

Novità principali di Ventoy 1.0.99

  • Secure Boot più semplice: supporto migliorato con chiavi aggiornate; meno prompt MOK all’avvio.
  • Riconoscimento nuove ISO: autoconfigurazioni per Ubuntu 24.04, Fedora 41, Windows 11 24H2 e tool rescue recenti.
  • CLI più ricca: opzioni per automazione in batch/scripting (install/upgrade device, partizionamento avanzato).
  • Boot più rapido (~20%): tempi ridotti su USB 3.2 e SSD esterni, soprattutto con molte ISO.
  • UI rinfrescata: stato device più chiaro, log e messaggi d’errore meno criptici.

Installazione e preparazione della USB

Ventoy è open source e portabile: scarichi, scompatti, avvii. Disponibile per Windows e Linux, funziona con chiavette USB, SSD/HDD esterni, perfino microSD in lettori USB.

Installazione da Linux (CLI)

# Identifica il device (es. /dev/sdb)
lsblk

# Installa Ventoy sul device (ATTENZIONE: cancella i dati del device)
sudo bash Ventoy2Disk.sh -i /dev/sdb

# Aggiorna Ventoy su un device già inizializzato (non tocca le ISO)
sudo bash Ventoy2Disk.sh -u /dev/sdb

Installazione da Windows (GUI/CLI)

Su Windows usa l’eseguibile Ventoy2Disk.exe: seleziona il drive e clicca Install. Per scripting:

# Installazione su unità F:
Ventoy2Disk.exe /I F:

# Aggiornamento del bootloader (conserva le ISO)
Ventoy2Disk.exe /U F:

Dopo l’inizializzazione, copia semplicemente le tue ISO nella partizione dati. Fine.

Uso pratico: flussi reali e funzioni avanzate

Ventoy supporta centinaia di ISO contemporaneamente, organizzabili in cartelle. All’avvio, un menu elenca automaticamente immagini e sottocartelle.

Persistenza per distro Live

Per alcune distro (es. Ubuntu, Kali) puoi attivare la persistenza per salvare file/impostazioni tra riavvii. Crea un file di persistenza e mappalo via ventoy.json.

{
  "persistence": [
    {
      "image": "/ISO/ubuntu-24.04-desktop.iso",
      "backend": "persistence",
      "autosel": 1,
      "persistence_path": "/persistence/ubuntu-24.04-persist.dat"
    }
  ]
}

Salva il file ventoy.json nella root e riavvia: Ventoy mostrerà l’opzione “persistent”.

Temi, menu e plugin

Puoi personalizzare il tema di boot (font, colori, sfondo) e definire regole (es. nascondere ISO specifiche, alias più brevi) sempre via ventoy.json. Utile quando hai molte immagini e vuoi un menu pulito per tecnici o colleghi.

Unattended install (Windows/Linux)

Accanto alla ISO di Windows puoi mettere file autounattend.xml o script Kickstart/Preseed per Linux: Ventoy li rileva e automatizza l’installazione. Perfetto per laboratori, aule o postazioni gaming da clonare rapidamente.

Checksum e integrità

Verifica sempre le ISO scaricate:

# Linux
sha256sum ubuntu-24.04.iso

# Windows (PowerShell)
Get-FileHash .\ubuntu-24.04.iso -Algorithm SHA256

Mettere i checksum accanto alle ISO aiuta a diagnosticare boot falliti dovuti a download corrotti.

Compatibilità e performance (test TGMonline.it)

Abbiamo provato una chiavetta USB 3.2 da 64 GB e un SSD esterno NVMe USB-C su tre macchine:

  • Beelink EQ12 (Intel N100): boot UEFI immediato, 9 ISO riconosciute (Ubuntu/Kali/Win11/Rescue).
  • Lenovo ThinkPad T14: Secure Boot ok senza disattivazione; menu Ventoy visibile al primo colpo.
  • Desktop Ryzen 7 5800X: tempi medi di selezione→schermata installazione Linux ~6–7 s su SSD esterno.

Il collo di bottiglia è il dispositivo: con SSD esterno i caricamenti sono nettamente più rapidi rispetto alle chiavette economiche.

Best practice hardware

  • Preferisci SSD NVMe USB-C (case buono + cavo corto) per un toolkit “pro” velocissimo.
  • Evita hub USB passivi durante l’installazione: alcuni firmware UEFI hanno problemi nel pre-boot.
  • Etichetta le cartelle (es. ISO/Windows, ISO/Linux, Tools) per menu ordinati.
  • Tieni una partizione dati extra per driver/script che servono post-installazione.

Troubleshooting rapido

  • Secure Boot blocca l’avvio: usa la versione 1.0.99 o superiore; se richiesto, Enroll key/MOK la prima volta.
  • ISO non compare: rinomina senza spazi strani; verifica estensione .iso e integrità (SHA256).
  • Boot Legacy non parte: abilita CSM/Legacy nel BIOS o avvia in modalità UEFI nativa con ISO compatibile.
  • Freeze su hardware vecchio: prova porta USB diversa (dietro la mobo), disattiva XHCI handoff o usa chiavetta più lenta/compatibile.

Pro & Contro

Pro

  • Copia e avvia: workflow semplicissimo.
  • UEFI, Legacy e Secure Boot supportati.
  • Aggiornabile senza toccare le ISO.
  • Open source, leggero, molto documentato.
  • Plugin potenti: persistenza, temi, alias, unattended.

Contro

  • Menu minimal (estetica basic).
  • Persistenza non supportata da tutte le distro “live”.
  • Nessuna cifratura nativa della partizione dati.

FAQ – Domande frequenti

Posso usare un SSD esterno al posto della chiavetta?

Sì, anzi è consigliato: tempi di boot più rapidi e spazio per molte ISO + driver.

Come aggiorno Ventoy senza perdere i file?

Avvia lo stesso tool sul device e scegli Update (-u da CLI). Viene aggiornato solo il bootloader.

Funziona con PXE o da disco interno?

Sì: puoi avviare immagini anche via rete (PXE/iPXE) o configurare l’avvio da HDD. Utile in ambienti con molte macchine.

Verdetto TGMonline.it

Ventoy 1.0.99 è lo standard de facto per USB multiboot: veloce, stabile, flessibile. Per chi installa, prova o ripara sistemi, elimina sprechi di tempo e chiavette duplicate. Con persistenza, plugin e unattended, diventa un toolkit professionale tascabile.

Consiglio pratico: prepara due device — una chiavetta “essenziale” e un SSD “pro” con tutto il necessario (ISO, driver, script, checksum).

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