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Il PC componibile: è davvero così difficile da realizzare?

di Il Team di TGM Online

Quando si parla di PC componibile, si entra in un territorio pieno di mistero, che solletica la fantasia di ogni gamer.
Qualunque giocatore appassionato dall’hardware che tocca con mano ogni giorno, si è fatto venire quest’idea almeno un paio di volte nella vita. Il passo immediatamente successivo è quello che porta a documentarsi su quanto effettivamente sia fattibile, oltre che sui pezzi che si desidera acquistare.

Questa fase è solitamente la più lunga, poiché viene di pari passo con l’inizio di un percorso di risparmio, volto al raggiungimento del budget desiderato. Va da se che possono passare settimane o anche mesi prima che si riescano a fare i primi acquisti, lasciando quindi molto spazio all’informazione. Per spazzare via tutti i dubbi in materia, la redazione di TGM ha messo insieme qualche consiglio valido per chiunque desideri avventurarsi in questo mondo.

Per prima cosa è giusto dire che montare un PC componibile non è l’operazione difficile e piena d’insidie che molte persone credono.
La maggior parte del lavoro la si può portare a termine con un minimo di buon senso, mentre il resto richiede un livello tecnico abbastanza basilare. Con questo però non si vuole insinuare che basta prendere una manciata di componenti a caso e lanciarli in un case con 4 viti, sarebbe da pazzi.

Come per qualsiasi tipo di lavoro, esiste la possibilità di farlo bene o male, a seconda dello studio e della cura che si dedicano.
Tra montare una macchina che si accende o una che funziona come un orologio svizzero, c’è una bella differenza.
Tenere conto del riscaldamento delle componenti, dell’ottimizzazione dei flussi d’aria e della perfetta disposizione delle parti, è ciò che distingue la bontà del risultato.

I consigli per un perfetto PC componibile

Per cominciare bisogna sfatare un mito: seguire 10 minuti di tutorial su YouTube non rende degli esperti in materia.
Troppe persone al giorno d’oggi vengono tradite da questa falsa sensazione di sicurezza infusa da esperti del tubo, i quali cercano di condensare il loro sapere in un video godibile durante un caffè.
Questa cosa aiuta, ma non è un corso accelerato che rende invincibili e, considerando che si andrà a operare su componenti pagate con sudati risparmi, meglio fare attenzione.

Per prima cosa occorre leggere il manuale d’istruzione di ogni singolo componente, anche se fosse un mattone da 1000 pagine.
Ora, una volta che si hanno tutte le informazioni utili, si può iniziare a toccare con mano e operare i primi assemblaggi.
Meglio piazzare il PC componibile su una superficie che renda comodo il lavoro, quindi non troppo alta o bassa.
In quanto all’ordine di montaggio delle componenti, non esiste una vera regola da seguire.
Ovviamente ci sono alcune parti che non potranno essere inserite senza che ve ne siano altre (come scheda madre e CPU) ma in linea di massima si può scegliere con discreta libertà.

Una cosa di vitale importanza da tenere a mente è che ogni singolo pezzo entrerà nel suo alloggiamento con minimo/nessuno sforzo.
Questo vuol dire che se si incontra resistenza molto probabilmente c’è qualcosa che non quadra e, insistendo, si potrebbero danneggiare delle componenti. Un ulteriore accorgimento è quello di andare a far scaricare l’eventuale elettricità statica con un oggetto metallico a parti come la RAM, prima di toccarla con le mani. Per il resto non occorrono grandi conoscenze d’informatica, ogni componente ha un suo alloggiamento unico ed è impossibile fare confusione. Se ci si arma di calma, pazienza e manuale d’istruzioni, sarà un processo davvero semplice e pieno di soddisfazioni.

Perché scegliere di assemblare un PC?

A questa domanda ci sono infinite risposte, poiché ogni persona è differente e spinta dalle proprie personali ragioni.
Ovviamente vi sono alcuni argomenti comuni a favore del PC componibile che passano continuamente sulla bocca di ogni gamer.
In prima battuta si parla di meri termini economici. Un computer assemblato privatamente sarà tendenzialmente più economico rispetto a uno acquistato da un rivenditore.
Quanto più economico? Questo dipende da moltissimi fattori ma quelli più rilevanti sono la fortuna e la tenacia.
La fortuna perché, in un momento storico in cui le schede video sono introvabili, incontrarne una a un prezzo onesto è davvero un fatto legato alla sorte.

La tenacia perché ci vuole una certa costanza nell’andare a cercare le migliori offerte, magari aspettando sconti irripetibili.
Un altro punto a favore del PC componibile è il fatto che sia perfettamente modulabile secondo possibilità economiche e necessità.
Sarà molto difficile camminare in un negozio e incontrare un preassemblato che rispecchia in tutto e per tutto ciò che si desidera.
Molto più probabilmente si andranno in contro a compromessi su prezzo o componenti, a seconda della situazione.
Ma la cosa forse più fondamentale di tutte non è legata né al portafogli né agli FPS raggiungibili in game, ma è puramente personale.
La soddisfazione di accendere e toccare con mano una macchina perfettamente funzionante assemblata con le proprie mani, non ha prezzo.
Ogni singolo minuto speso davanti al PC sarà sempre infuso da una certa vena di orgoglio mista a soddisfazione, provare per credere.
Se poi durante l’assemblaggio ad aiutare c’era anche qualche persona cara, allora si trasforma in un momento che solidifica il rapporto e che verrà ricordato a lungo.
Insomma, le ragioni per assemblarsi da soli il proprio PC davvero non mancano, ora non resta altro da fare che accaparrarsi le componenti e cominciare!

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