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Test e Recensione della Scheda Video Nvidia GeForce RTX 3090

di Il Team di TGM Online

Dopo aver recensito la 3080, oggi ci si trova qui a parlare della sorella maggiore, la Nvidia GeForce RTX 3090.
Si presenta sul mercato con specifiche tecniche eccellenti, tanto da renderla senza ombra di dubbio la migliore opzione gaming sul mercato ma… In realtà non è proprio così.
Effettivamente un tale hardware può permettere di giocare raggiungendo risoluzioni di 8K o mantenendo un livello di FPS altissimi con qualsiasi titolo, ma non è il suo scopo primario.
La verità è che questo concentrato di tecnica arriva sul mercato per fare molto di più, rivolgendosi ai settori in cui il mouse e la tastiera vengono usati per altri obiettivi.
Il riferimento va al mondo della creazione di contenuti, montaggio video e rendering grafici di altissimo livello che caricano la GPU oltre i limiti e necessitano di memorie generosissime.
A testimonianza di questo si trovano infatti 24GB di GDDR6X, una quantità davvero imponente e in grado di soddisfare ogni necessità.
Esaminandola nel dettaglio ci vuole poco per comprendere che, pur riprendendo la numerazione delle schede gaming, questo modello si posiziona su altre fasce.
Va infatti a raccogliere l’eredità dell’antenata Titan Rtx, l’ammiraglia di casa Nvidia uscita ormai nel lontano 2018.
Pur senza addentrarsi troppo nei meandri dei dati tecnici però, fin dal primo momento si può cogliere un vantaggio enorme della nuova generazione.
La Titan era stata commercializzata con un prezzo base di ben 2500€, una cifra che faceva male al portafogli solo a pronunciarla.
La nuova Nvidia GeForce RTX 3090 invece, arriva sul mercato a un costo di “appena” 1549€, un paio di centinaia di Euro in più rispetto alla 2080 Ti.

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Nvidia GeForce RTX 3090, le novità tecniche

La Nvidia GeForce RTX 3090 si basa su una GPU Samsung GA 102 con 28 miliardi di transistor in versione potenziata rispetto alla 3080.
Anche qui l’architettura Turing della Titan viene sostituita da quella Ampere, con gli stessi benefici in termini di velocità.
Questo cambio potrebbe sembrare poco importante ma, quando si parla di calcoli FP32, la nuova progettazione stravince a mani basse.

Questa GPU vanta poi 7 graphic processing cluster, 41 texting processing cluster e 82 streaming multiprocessor per un totale di quasi 10500 CUDA core che operano da 1,4 a 1,7 GHz.
Questo la rende perfetta per lavori molto pesanti come il rendering video a risoluzioni elevatissime, i quali risulterebbero difficili o impossibili sulle sorelle minori.
Anche a livello di modellazione 3D non ci sono paragoni con la concorrenza, grazie alla generosa memoria VRAM che rende questa scheda un vero fulmine.
Per tutti i grafici o videomaker che lavorano a questi livelli di carico, crearsi una postazione con una scheda che costa la metà e rende molto più della vecchia Titan, risulterà un autentico sogno.
Per quanto riguarda il ray tracing, i miglioramenti ci sono ma sono legati in gran parte al DSLL.
La vecchia architettura, anche se peggiore a livello prestazionale, poneva molti sforzi nell’agevolare questa tecnologia.
La nuova invece si concentra più sulle prestazioni generali, lasciando che sia l’IA a fornire il massimo supporto al tracing.
Questo comporta dei benefici notevoli, ma in proporzione minore rispetto a quelli generali della Nvidia GeForce RTX 3090.

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La prova tecnica

Partiamo col dire che, in fase di test, la scheda è arrivata a consumare oltre 350W, una cifra che risulta parecchio alta specialmente se paragonata con l’alimentatore consigliato da Nvidia di appena 750W.
Per stare tranquilli meglio dotarsi di qualcosa di più performante visto che, se si monta una tale scheda grafica, difficilmente le altre componenti saranno all’insegna del risparmio energetico.
Detto questo, bisogna aggiungere che acquistare ora una Nvidia GeForce RTX 3090 per il gaming puntando alla possibilità di risoluzioni a 8K, ha davvero poco senso.
Molti giochi portati a questa risoluzione girano a fluidità accettabili (tra i 30 e 60 FPS) ma non fanno certo gridare al miracolo.
A questo va poi aggiunto il fatto che gli schermi per usufruire di tale definizione sono pochissimi e a prezzi folli, dando la dimensione di quanto questo prodotto si posizioni lontano dal gaming.
Se poi si decidesse comunque che questa scheda va acquistata, allora è giusto sapere che le sue prestazioni non sono molto superiori rispetto alla sorella minore.
In linea di massima il guadagno si attesta su un 10% in termini di prestazione, con picchi che sfiorano il 20% (se si resta nell’ambito videogiochi).
Ne vale la pena per un prezzo più che doppio? Questa non è una risposta uguale per tutti.

Per fare qualche esempio, Control sulla 3080 girava a circa 60FPS mentre sulla Nvidia GeForce RTX 3090 non arriva neanche a 70.
Con Doom Eternal invece si passa da circa 165 a 180 FPS sempre parlando di una risoluzione impostata su 4K.

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Stesso discorso parlando delle prestazioni con la tecnologia del ray tracing attiva.
Come detto prima questa scheda non è pensata per tale scopo, garantendo percentuali di guadagno (sempre rispetto la 3080) uguali se non inferiori rispetto a quando il ray tracing non è attivo.
Tutto questo porta alla conclusione che, a meno che non si debba utilizzare questa scheda anche per lavoro, la spesa non è davvero giustificata rispetto al guadagno.
Nel caso si abbia un budget limitato il consiglio è investirlo su altri tipi di componentistica o nel creare un nutrito catalogo di giochi.
Se invece si ha risparmiato abbastanza e ci si vuole togliere lo sfizio di essere tra i primi a giocare in 8K o si cercano prestazioni senza compromessi, allora questo prodotto è la scelta giusta.

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