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Nvidia GeForce RTX 3080: la recensione di TGM

di Il Team di TGM Online

Dopo una lunga attesa, Nvidia porta sul mercato la sua serie 3000 partendo dalla GeForce RTX 3080. Dato il grande hype per questa nuova generazione non si può davvero prescindere dal recensirla a dovere. Prima di buttarsi sulla pratica però, meglio fare una piccola premessa.

La sigla RTX sta a significare la tecnologia ray tracing, la quale viene utilizzata per il rendering grafico in tempo reale. Questa nuova linea, insieme alle 20xx, sono state la ragione di forti critiche e malumori nei confronti di Nvidia, rea di aver alzato i prezzi alle stelle per una tecnologia che, almeno per i primi tempi, lasciava a desiderare. A questo va poi aggiunto che, i giochi in grado di sfruttare questa novità ai tempi dell’uscita, si potevano contare su una mano.

Una volta abbinate al DLSS però, le cose sono cambiate drasticamente verso il meglio, con risultati finalmente degni di nota. Ancora oggi il ray tracing non è esattamente onnipresente nel mondo videoludico, ma sta chiaramente prendendo piede e risulta ormai essere un punto fisso per il futuro. Questo anche perché la nuova generazione di console è nata con questa tecnologia implementata, dando quindi la direzione al mercato delle software house.

Le novità della Nvidia GeForce RTX 3080

Se si deve parlare di novità, allora meglio partire subito da quella che è stata certamente meglio accolta: il prezzo. La Nvidia GeForce RTX 3080 arriva infatti sul mercato con un costo originale di appena 700 € che, se comparato con i 1300 € della vecchia gamma, ha dell’incredibile. Certo, per tutti coloro che hanno comprato la versione precedente potrebbe risultare seccante, ma per gli altri non potrà fare che piacere.

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Dal lato tecnico va segnalato un netto miglioramento col passaggio all’architettura Ampere, l’aumento di potenza degli streaming multiprocessore e i tension core di nuova generazione.
Dal punto di vista della mera potenza di calcolo, grazie al nuovo datapath, l’esecuzione di operazioni FP32 raggiunge le 128 per ogni singolo clock. Facendo un paragone diretto la nuova architettura permette prestazioni quasi triple rispetto alla vecchia Turing, passando da 11 a 30 teraflops per gli shader, da 34 a 58 per gli RT core e da 89 a ben 238 teraflops per i tension core.
Tutte queste novità, insieme a molte altre dall’importanza variabile, hanno portato sul mercato un prodotto che promette davvero risultati strabilianti, ma sarà così?

La prova tecnica

Per poter dare una forma a tutti questi numeri, non poteva esistere modo migliore se non quello di piazzare la scheda in un PC e tastare con mano le migliorie. Per l’occasione era giusto prendere alcuni dei giochi più esosi di GPU sul mercato, insieme ad altri capaci di girare bene su quasi tutte le schede grafiche. I risultati della Nvidia GeForce RTX 3080, paragonati con quelli di una 2080 Ti e ottenuti da test con livelli grafici 4K, si sono tradotti in una trentina di FPS in più per giochi come Control fino ad arrivare a 60 per Doom Eternal.

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In dettaglio, Control a 4K girava a 60 FPS abbondanti mentre Doom sfiorava i 170 mancandoli di pochissimo. In termini di energia consumata, la 3080 arriva a picchi di 50/60 W in più rispetto alla sua versione precedente, spingendo verso l’alto la potenza dell’alimentatore, consigliato ora da 750W. Dal punto di vi sta delle temperature non variano molto dalla 2080, ma questo grazie a un nuovo dissipatore che migliora di molto il raffreddamento.

Una modifica necessaria per continuare a garantire un riscaldamento contenuto anche ai massimi regimi. In fase di stress profondo non sono state mai registrate temperature superiori a 75 gradi, con livelli di rumorosità delle nuove ventole davvero bassissimi. Passando poi al DLSS, è qui che davvero si possono sentire con mano tutte le migliorie portate dalla seconda generazione.
Inserendo il ray tracing, pur con la potenza superiore della scheda, senza l’intelligenza artificiale a gestire il rendering le prestazioni su alcuni titoli calano vistosamente, scendendo sotto la soglia di guardia dei 60 frame al secondo.

Una volta impostato il DLSS su “qualità” però, la musica cambia drasticamente producendo un aumento sensibile delle prestazioni che schizzano alle stelle se si sceglie “performance”. Questo rappresenta il vero punto di svolta, con immagini in 4K sempre fruibili e soddisfacenti che mantengono una fluidità impensabile per le versioni precedenti. Provando poi Fortnite con la patch installata che introduce il ray tracing, si può assistere a una ulteriore dimostrazione di forza da parte da parte del DSLL.

Solo attivando l’RTX il battle royale di Epic non arriva a 30 FPS sulla 3080 ma, con l’IA attiva, sorpassa agevolmente i 60 frame sfiorando addirittura i 70. Una prova più che tangibile di quanto grande sia stato il salto generazionale e l’evoluzione di questa tecnologia che gestisce il rendering. Tirando le somme si può dire che le prestazioni sono migliorate al prezzo di un maggior dispendio di energia, ma Nvidia ha fatto un lavoro egregio nel ottimizzare il raffreddamento tenendo sotto controllo le temperature.

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Tutto questo mentre i prezzi si sono abbassati di quasi la metà rispetto a quelli (folli) della generazione precedente. Il 4K 60 FPS ormai non è più la novità, quanto uno standard su cui la Nvidia GeForce RTX 3080 fissa il mercato e invoglia anche i possessori di una 2080 a fare un pensierino verso l’upgrade. Certo, vendere una scheda che poco tempo fa si è fatta pagare 1300€ potrebbe risultare un po’ seccante, ma a conti fatti ne vale davvero la pena anche grazie al rapporto qualità/prezzo della nuova generazione.

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